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Borsa, ETF, Obbligazioni e blue-chip

Un tempo esistevano i broker e le banche. Chiunque volesse far aumentare il proprio capitale, era a loro che doveva rivolgersi ben conscio di dover mettere sul piatto un “minimo” del proprio capitale risparmiato.

Iniziando magari sotto il migliaio di euro per Indici azionari, scambi valutari o tassi d’interesse, alzando (possibilmente) l’asticella della propria somma se si preferissero le azioni di una società quotata nel Mercato, comprando e/o vendendo a seconda della salute del titolo in questione.

Le azioni possono essere variegate: privilegiate, di risparmio, correlate, postergate e altre ancora. Tra gli investimenti più classici (e sicuri) non possono mancare le obbligazioni. Restando però in tema Borsa, una delle soluzioni più gradite dai risparmiatori sono gli ETF, Exchange Traded Funds (fondi indicizzati quotati), la cui caratteristica principale è che la somma investita viene spalmata su tutte le azioni che formano il paniere dell’Indice di riferimento e dunque diminuendo non poco la soglia di rischio per il risparmiatore. Per cominciare è sempre bene partire da quei titoli di solidità comprovata (blue-chip) sebbene non comprabili a prezzo basso.

Quale che sia la modalità selezionata, è bene operare con capitali di non stretta necessità. Soldi che per almeno qualche anno non servano per alcun tipo di spesa. A dispetto inoltre del possibile momento florido, sarebbe l’ideale mantenere le azioni comprate per almeno cinque-dieci anni.

Qualcuno potrà restare basito, ma un modo di investire da non sottovalutare è quello della carta o in tempi digitali, del conto demo.

In particolar modo se non si ha ancora abbastanza dimestichezza, prima di riversare il proprio liquido nella grande fonte della finanza, è fondamentale aver maturato un po’ di esperienza. La scelta del broker, società o banca che sia, sarà cruciale per il proprio business: non solo perché bisognerà versargli una commissione ma in particolar modo perché saranno loro ad agire per te.

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La nuova Borsa della rete

Dal fissare un appuntamento in un ufficio al fai da te libero e spensierato sul web in qualsiasi ora del giorno. È la nuova dottrina, o meglio, il nuovo corso in cui l’umanità affamata di Borsa si è già incamminati da un pezzo.

Fare trading online oggi si può, tanto dal proprio computer quanto dal proprio smartphone (o tablet). Oltre ai già citati ETF, è possibile anche investire sui CFD (lett. Contratto per differenza), spaziare sullo Spread Betting oppure rivolgere la propria attenzione sulle sempre più popolari opzioni binarie, queste ultime incentrare sull’investimento di un trend (con due sole possibilità) di azioni (stocks), indici (indices), materie prime (commodities) e scambi valutari (forex).

Uno dei massimi siti specializzati nelle suddette opzioni digitali è 24option, legalizzato secondo le vigenti normative della Consob. Una piattaforma aperta a più modalità d’investimento (Alto/basso, Intervallo, Tocca/non tocca) e con scadenze per ciascuna operazione che vanno dal breve termine (30/60 secondi, 2/5 minuti) per gli scambi valutari, al lungo termine per tutte e quattro le tipologie di asset presenti, arrivando a massimo un mese.

La grande differenza con il trading classico è che con le opzioni binarie non vi sono commissioni da pagare. O tutto o niente. Stabilito fin da principio il payout (ritorno di vincita) per ciascun titolo, se il trading dovesse risultare in the money, il trader guadagna.

In caso contrario sarà il broker (o comunque il titolare del sito) a mettersi in tasca la somma da noi investita.

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